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DETRAZIONI FISCALI DEL 50% PER RISTRUTTURAZIONE BAGNO

Innanzitutto una buona notizia. Il rifacimento del bagno – comprese le tubature e il massetto – è sicuramente un intervento di manutenzione straordinaria (articolo 3, comma 1, lettera b), Dpr 380/2001) e come tale fruisce di una detrazione fiscale.

La semplice sostituzione dei sanitari e del rivestimento del bagno, senza intervenire sull’impianto idraulico e le tubature, invece, è definibile come manutenzione ordinaria, le cui spese non sono detraibili.

Rifacimento del bagno e detrazioni fiscali si incontrano in caso di manutenzione straordinaria, nella cui definizione è compresa la “realizzazione e integrazione di servizi igienico sanitari”, quindi anche il totale rifacimento di un bagno rientra in questa definizione.

I lavori di manutenzione straordinaria non sono altro che quelli necessari per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nel caso del bagno quelli utili per realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari.

DETRAZIONI RISTRUTTURAZIONE BAGNO

La legge di stabilità ha confermato anche per l’anno 2016 la misura del 50% della detrazione. Il rifacimento del bagno al 50% comprende anche l’acquisto dei mobili, prorogato al 31 dicembre 2015 dalla legge di stabilità. I mobili possono essere destinati sia all’arredo del bagno sia di altre stanze della stessa abitazione che non sono state coinvolte dall’intervento edilizio.

Attenzione! Wc, lavandino, doccia, vasca ecc rientrano tra le spese detraibili per i lavori e non come mobili per arredamento. Ecco un elenco di 5 appunti a cui fare attenzione:

  • La detrazione opera fino a un ammontare di spese complessive di 96.000 euro per unità immobiliare. Ciò vuol dire che le spese che superano questo limite non rientrano nella detrazione fiscale. Del resto sono detraibili al 50% tutte – ma proprio tutte quelle riguardanti i lavori di ristrutturazione, basta che le fatture siano intestate a chi sostiene la spesa e sia allegata la ricevuta del bonifico bancario.
  • La detrazione vale per un periodo obbligatorio di dieci anni in dieci quote annuali di uguale importo. Serve, inoltre, un contratto di appalto con la ditta che esegue i lavori, meglio se accompagnato da una visura camerale.
  • Ricordate che sono necessarie tutte le varie comunicazioni o abilitazioni edilizie previste in base ai lavori da eseguire, per cui la scelta delle caratteristiche di impianto idraulico, rivestimenti, sanitari e rubinetterie sono operazioni da fare prima di disfare tutto il bagno. Calcolate anche che, visti i disagi pratici che comporta, la ristrutturazione dovrebbe durare il meno possibile.
  • È il regolamento edilizio comunale a stabilire il provvedimento abilitativo dei lavori, in questo caso per la ristrutturazione del bagno(Cil, Scia o Dia). Per lo stesso intervento, quindi, può essere necessario un provvedimento diverso in base al luogo in cui si trova l’edificio. In linea generale si utilizza la SCIA per quegli interventi che prima richiedevano la DIA, salvo la manutenzione straordinaria senza interventi strutturali per cui ora si utilizza la CILA.
  • Attenzione: non è il provvedimento locale che stabilisce se applicare o no il beneficio fiscale. La manutenzione straordinaria (rifacimento integrale del bagno) è comunque agevolata anche se non è richiesta alcuna comunicazione mentre la manutenzione ordinaria (ad esempio la sostituzione dei soli sanitari) non è comunque intervento agevolato ai fini del 50% anche se il Comune chiede una Scia o un Dia.

Il decreto ministeriale 37 del 2008 richiede la Certificazione o Dichiarazione di conformità degli impianti tecnologici. Quindi per l’installazione di sanitari rivolgiti in ogni caso a un’impresa abilitata, con certificazione rilasciata dalla Camera di Commercio.

Se scegli male, infatti, potresti andare incontro a una sanzione amministrativa, oltre a non ricevere garanzie sotto il profilo tecnico dell’impianto commissionato.

 

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